Booming Manchester

Un tempo Londra ero il grosso catalizzatore di immigrati italiani in Inghilterra, la meta prediletta, quella che nell’immaginario collettivo era pronta a riservare quelle opportunità che l’Italia non era stata in grado di offrire. Da qualche anno Manchester è diventata la meta alternativa per eccellenza alla capitale: meno cara, più a misura d’uomo e con prospettive di crescita di anno in anno più vigorose.

Manchester ospita 5 università, una delle Business School più prestigiose d’Inghilterra e il più grosso aeroporto al di fuori dell’area londinese. La città è riuscita negli ultimi anni ad attrarre corposi investimenti come quelli per lo sviluppo della cittadella multimediale di Media City UK e il Manchester Science Park, ospitando decine di nuove aziende come Bank of New York, Kellog’s, General Electricts, BBC, Siemens, TNT; la camera di commercio mancuniana ospita infatti più di 5000 aziende. Manchester è stata l’unica città che è riuscita a tenere il passo con Londra in campo edilizio e architettonico dopo la recessione del 2008, riuscendo a trasformare interi quartieri da aree degradate a locations ambite come le zone di Castelfield e Salford Quays, candidandosi a divenire un motore di sviluppo per l’intero nord dell’Inghilterra.

La crescita della città è andata di pari passo con l’aumento esponenziale di nuovi immigrati italiani. Abbiamo utilizzato uno studio commissionato dal Comites di Manchester, e rivolto all’area afferente del Nord dell’Inghilterra, per comprendere il trend di crescita della popolazione italiana nella ragione. Se un tempo la fetta di Italiani che si trasferivano a nord di Londra era una porzione limitata del totale dei migranti, dal 2008 in poi questa porzione è andata crescendo continuamente, come mostra il grafico sotto.

grafico 1

I dati forniti dal governo britannico (attraverso lo Statical Bulletin del Department for Work and Pension) mostrano un incremento sostenuto del flusso immigratorio italiano nel Regno Unito, facendo registrare nel 2013 un incremento del +110% di nuovi italiani rispetto ai dati raccolti nel 2008. L’Italia si attesta come terzo paese, in valore assoluto, con il maggiore flusso migratorio nella Gran Bretagna. La zona afferente allo Sportello Consolare di Manchester raccoglie in media il 30% del flusso nazionale, facendo registrare un numero di nuovi lavoratori nel 2013 stimato intorno alle 10000 unità, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente.

Analizzando i valori disponibili dal 2008 si deriva che il numero di nuovi arrivi nell’area di Manchester segue una linea di crescita sostenuta con incrementi medi del 20%. I dati raccolti offrono inoltre la possibilità di generare una previsione statistica per gli anni 2014 e 2015 che presume un arrivo complessivo di circa 24000 nuovi cittadini italiani nella sola area geografica di Manchester. Un boom di arrivi direttamente proporzionale al deterioramento dell’economia italiana e che interessa indistintamente le regioni del nord come del sud Italia.

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