Shiloh ed il suo sogno alle Nazioni Unite

Shiloh D’Amelia Goveia, 23 anni, è arrivata a Manchester con sua madre ed i suoi fratelli senza conoscere una parola d’inglese. Oggi studia per diventare un avvocato, sognando di lavorare alle Nazioni Unite. Mentre ci racconta la sua storia chiede: “Ma in Italia non avete un tutor personale che vi segue e vi aiuta durante la scelta dell’università?”, le raccontiamo del sistema scolastico italiano, del brutale passaggio dal liceo all’università, la trasformazione da adolescente a Mc Gyver, lei ride e ci dice: “Questa è davvero una brutta cosa, qui in Inghilterra assistono tantissimo gli studenti, ti guidano”.

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Perché partire?

In realtà a Manchester non ci sono arrivata volontariamente, mi sono trasferita quando avevo circa 12 anni. Sono nata a Napoli, ho vissuto a Milano e a Caravaggio, in provincia di Bergamo. Pochi anni prima del trasferimento in Inghilterra, mia mamma ha avuto un brutto incidente, è stata 1 anno in coma ed ha dovuto affrontare mesi di riabilitazione. Si è ritrovata senza l’aiuto di nessuno, lo Stato non l’ha mai aiutata con le cure mediche, e ben presto è diventato difficile sostenere le spese con un solo stipendio. Inoltre eravamo in 4 a dover andare a scuola. Mia madre, presa dalla paura, ha cominciato a desiderare un futuro migliore per i suoi figli, vedeva troppe persone studiare e laurearsi per poi finire a fare lavori completamente diversi dal loro percorso di studio in condizioni pessime. Ha cominciato a pensare che forse avremmo fatto anche noi la stessa fine. Quindi siamo partiti, prima per l’Irlanda, dove siamo rimasti 3 mesi, e poi a Manchester.

Perché Manchester?

A Manchester mia madre aveva la sua migliore amica. Lei le consigliò di scegliere una città a misura d’uomo, un posto in cui sarebbe stato facile vivere con la propria famiglia. A quei tempi Manchester non era come ora, c’era molta meno gente ed abbiamo imparato tante cose, forse sarebbe stato impossibile fare le stesse cose se fossimo andati a Londra. In realtà all’inizio la città non ci piaceva, il giorno in cui siamo partiti abbiamo pianto tanto, siamo arrivati in questa città nuvolosa, con queste case in mattoni rossi, faceva freddo ed era il mese di agosto. Nessuno di noi parlava l’inglese, a casa parlavamo solo in francese e portoghese.

Un italiano e la società inglese. Pro e contro di una città come Manchester?

In Inghilterra siamo stati aiutati tanto, ad esempio a scuola, appena arrivata, mi assegnarono uno student buddy, una figura che ti segue di continuo, ti porta in giro per la scuola, ti è sempre accanto anche durante le lezioni. Mia madre non doveva più preoccuparsi delle spese scolastiche per quattro bambini, qui in UK devi solo comprare la divisa scolastica, il resto delle cose, dal libro alla penna, le fornisce la scuola. L’inglese l’ho imparato a scuola, a quei tempi frequentavo il Trinity Church of England High School, partecipavo alle lezioni con tutti gli altri studenti ed in più facevo delle lezioni extra di inglese. Vieni continuamente seguito, se ad esempio hai problemi con una materia vieni messo in una classe fatta apposta per i tuoi bisogni. Qui ci tengono tanto ai propri studenti, e cercano di far uscire fuori il tuo talento in modo da coltivarlo. Non ci sono le materie standard come in Italia, ma cominci a scegliere quello che realmente ti interessa compilando un piano di studi: questo è molto bello perché le lezioni non sono mai nella stessa classe con le stesse persone, in questo modo hai la possibilità di conoscere tanta gente. Mia madre invece ha imparato l’inglese seguendo tanti corsi, all’epoca erano gratis, ed il suo corso durò 5 anni alla fine dei quali prese una qualifica. Ha fatto tantissimo volontariato ed ha studiato Childcare, ora il suo inglese è perfetto! Per quanto riguarda Manchester, è una città a misura d’uomo ed è collegata bene ad altre città d’Inghilterra come Liverpool, Leeds, York. Gli affitti ed i mutui sono accessibili a tutti, mentre a Londra non puoi permetterti gli stessi tenori di vita. La pecca della città è forse la sporcizia che c’è per strada, ed i troppi ubriaconi del fine settimana.

Il grande sogno: fare l’avvocato!

In realtà prima di iscrivermi alla facoltà di legge, ho preso una specializzazione di un anno in Fashion al Leeds College of Arts, dopo 6 mesi però mi sono accorta di voler fare altro, realizzando che le opportunità lavorative in questo campo erano veramente poche. Quindi dopo aver conseguito il diploma in Fashion mi sono iscritta alla facoltà di Legge. Qui in UK già dalla High School puoi scegliere il campo in cui ti vorrai specializzare all’università. Puoi scegliere di frequentare la Sixth Form (dai 16 ai 19 anni), dove bisogna seguire le lezioni per 5 giorni a settimana ed è un percorso di studi abbastanza duro. Io ho frequentata il Loreto Sixth Form College. Oppure puoi scegliere di frequentare il College più semplice è con solo 3 giorni a settimana di lezione. Io volevo studiare legge, e scelsi le 4 materie che mi interessavano, come History, Sociology, Citizienship e Fashion, perché non ero ancora sicura della scelta da prendere. Qui fin dal liceo ti preparano al mondo universitario. Ora sono a Londra perché ho deciso di specializzarmi in International Law alla University College of London, infatti il prossimo mese sarò in Belgio all’Unione Europea. Oggi lavoro in uno studio legale, ovviamente retribuita. Ma volete sapere qual è il mio sogno? Lavorare all’International Court of Justice con le Nazioni Unite oppure all’International Criminal Court.

Dal liceo all’Università. La facoltà di legge in UK:

La facoltà di Legge qui dura 6 anni. Frequenti i primi 3 anni, ti laurei, dopodiché hai due possibilità di scelta per la specializzazione. Puoi scegliere l’ LPC (Legal Practice Course), diventando successivamente Solicitor oppure ti iscrivi al Bar Professional Training Course in modo da diventare Barrister. In molti si applicano per diventare Solicitor, il corso dura un anno e costa circa 20.000 £. Gli esami sono difficilissimi, si studia molto, a volte i libri devi portarli in un trolley per quanti ne sono! Se invece vuoi diventare Barrister devi fare un tirocinio di 2 anni con un Senior Barrister. Fino al 1998, come in Italia, i tirocinanti non venivano pagati, ma grazie all’ Human Rights Act dal 1998 in poi è diventato obbligatorio pagare il tirocinante con minimum wage (6.30 £ all’ora). L’unica pecca? Il percorso di studi deve essere tassativamente concluso in 6 anni, tra laurea e qualifiche, nel malaugurato caso in cui lo concludi in 7 anni non puoi qualificarti. L’altra differenza con l’Italia è che la sessione di esami è uguale per tutta l’Inghilterra. In estate gli esami li finiamo a inizio giugno.

Cosa consiglieresti a chi ancora non ha trovato il coraggio di partire?10518887_509159329218126_108079746_n

A volte vedo tante persone lamentarsi, ma che agiscono poco. Noi siamo giovani, abbiamo tempo, non bisogna aver paura! Bisogna partire facendo un piano A, B e C perché la vita è imprevedibile, sfruttare le opportunità che un paese come l’Inghilterra offre. Alle famiglie che vogliono affrontare questo cambiamento dico di non preoccuparsi, fatevi coraggio, non sarà facile e ci saranno sicuramente momenti in cui vi sentirete davvero fragili. Non temete, i vostri figli in futuro vi ringrazieranno. Io devo tutto a mia madre, una donna coraggiosa.

Si può fare perché…

Perché c’è sempre un’opportunità, c’è sempre una porta aperta. Only the sky is the limit! Bisogna cercare, chiedere e non limitarsi a quello che già si ha. Il nemico del successo è la comodità.

Manchester è…

La tua seconda chance!

Torneresti in Italia?

Se potessi tornerei anche domani in Italia, ma finché le cose non cambiano resto qui. Dell’Italia mi manca il cibo, l’atmosfera che si respira, le case, l’estate ed il mare, non ci torno da 2 anni. Mi mancano gli italiani e lo stile di vita che c’è in Italia. Ricordo ancora quando da piccola uscivamo tutti insieme il sabato sera per andare a mangiare la pizza. Però quando piove lo dico sempre: “Torno in Italia!”.

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Marta Del Prete

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