“Time for Tolerance” – Manchester’s Gay Village

“Welcome to Manchester’s Gay Village”

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Graffiti

We can only see a short distance ahead, but we can see plenty there that needs to be done Alan Mathison Turing

Tra Piccadilly e Chinatown, nasce il Gay Village. Siamo nel cuore di Manchester, a ridosso del Rochdale Canal, lungo Canal Street, strada pedonale che ospita numerosi bar e locali gay. Di sera o durante le giornate estive mancuniane le strade sono piene ed i locali prontamente sistemano lungo i marciapiedi, sedie e tavolini, in modo da poter godere della tranquillità bevendo una birra tra amici, lasciandoci alle spalle il caos di Portland Street.

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Uno scorcio di Canal Street

I numerosi edifici in mattoni rossi, e la presenza del canale con le sue dighe, ci fanno ripercorrere la storia industriale del luogo, nato intorno agli inizi dell’ ottocento.

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Canal Street

Il quartiere, caduto in malora negli anni ’60, divenne luogo di incontri clandestini da parte degli omosessuali. La storia, in merito a quegli anni è abbastanza triste, l’Inghilterra adottò la politica della “tolleranza zero” nei confronti degli omosessuali. Negli anni ’90 l’immobiliarista gay Carol Ainscow, stanco ormai di nascondersi, decise di aprire lo storico locale “Manto“, chiuso però dal 2013. Il Manto fece da pioniere e successivamente cominciarono, timidamente, a svilupparsi altri locali secondo lo stile che oggi conosciamo.

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Canal Street

Non deve essere stato facile, soprattutto dopo tanti anni di amori clandestini, riuscire ad entrare liberamente nei bar che venivano associati alla scena gay, lo stesso Ainscow raccontava di perdite economiche nei primi mesi di vita di Manto, le persone avevano ancora paura nel farsi vedere. Oggi il Gay Village non è chiuso alla sola comunità gay, e forte è il messaggio che si vuole mandare: “Time for tollerance” .

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Time for Tolerance

Famosi sono i numerosi eventi annuali, ricordiamo lo Sparkle the trans festival. Ma l’evento di maggior portata è sicuramente quello che si tiene durante il bank holiday di agosto, il  Manchester pride, con numerosi eventi, arte e musica all’interno del village e l’immancabile parata a cui partecipano spesso personaggi del mondo dello spettacolo, famosa è la foto di sir Ian McKellen (l’amato Gandalf de “il signore degli anelli”), il quale da anni si batte contro le discriminazioni nei confronti degli omosessuali.

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Ian McKellen – Manchester Pride

Circondati dal The Manchester College Shena Simon Campus, un immenso palazzo dai famosi red bricks, sono i Whitworth Gardens, meglio conosciuti come Sackville Park.

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Sackville Gardens

Il parco oggi ospita una statua commemorativa di Alan Turing, il padre dell’informatica moderna, processato nel 1952 per “atti omosessuali” e morto nel 1954.

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La statua commemorativa di Alan Turing

Abbiamo visitato il Gay Village in piena estate e in primavera. Il senso di calma che si percepisce passeggiando tra edifici in mattoni rossi e alberi è sempre la stessa, nonostante di sera il quartiere sia l’opposto, uno dei centri della Madchester night . A due passi c’è il caos d Piccadilly Gardens, i pullman, i tram, il via vai di persone. Voltato l’angolo sembra di essere in un altro mondo, ma si sa che Manchester è imprevedibile, non è mai la stessa. Non ci vorremmo mai alzare dal nostro tavolo, in piena Canal Street, accarezzati dal sole, felici di essere in un posto in cui si è liberi di essere se stessi.

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Canal Street in primavera

Marta Del Prete

 

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