Iscriversi all’AIRE

Nulla in questa pagina costituisce legal advice o tax advice: l’obiettivo è unicamente fornire una guida sintetica e introduttiva all’AIRE.

Avrete sentito parlare dell’AIRE, ovvero l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, un oggetto spesso misterioso e che per molti immigrati rappresenta l’ultimo ponte di collegamento con la madrepatria.

Il registro contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all’estero per più di 12 mesi che hanno richiesto la registrazione. Iscriversi all’AIRE è un diritto-dovere che permette di usufruire dei servizi consolari all’estero come documenti di identità o certificazioni, oltre che per poter votare dall’estero. In altre parole: è un obbligo di legge iscriversi all’AIRE, ma la non ottemperanza non è al momento sanzionata.

Come faccio ad iscrivermi?
Per registrarsi è necessario compilare un formulario online e fornire una proof of address (al solito: busta paga, estratto conto bancario, bolletta intestata, lettera del medico, etc).

Se si è in possesso di identità digitale SPID, è possibile utilizzare quest’ultima per accedere al portale FastIT. Lo SPID sarà obbligatorio da Dicembre 2022 per accedere ai servizi digitali del Consolato. Consigliamo in ogni caso di dotarsene, anche visto che inizia ad essere riconosciuto anche da alcuni enti inglesi: qui trovate una guida su come ottenere lo SPID dall’estero.

Il Consolato, verificati i vostri documenti, trasmetterà la richiesta di iscrizione all’AIRE al vostro precedente comune di residenza in Italia, che provvederà a sua volta a trasmettervi l’attestato di avvenuta iscrizione all’AIRE. A seconda del comune, possono volerci mesi a completare quest’ultimo step. Ogni Comune tiene un proprio registro dei cittadini AIRE, dunque iscrivendosi e indicando l’indirizzo italiano di riferimento si rimane comunque legati a una località italiana, che sarà competente per svariate pratiche (determinerà ad esempio in quali elezioni amministrative si può esercitare il diritto di voto).

In caso di ritardi si consiglia di scrivere all’ufficio Anagrafe o AIRE del comune italiano di ultima residenza indicato nel modulo di iscrizione oltre che al Consolato. Infatti, è il Comune a dover finalizzare l’iscrizione e a doverlo comunicare agli altri enti italiani.

Se vi siete iscritti all’AIRE e dovete produrre un certificato relativo ad essa, potete usare l’Anagrafe Digitale della Popolazione Residente:

Nota: dal 26 Marzo 2019 grazie al Decreto Brexit (Decreto-Legge 25 Marzo 2019, n.22) l’iscrizione AIRE decorre non da quando viene accettata ma da quando viene presentata (a volte possono passare anche mesi tra le due cose).

Chi deve iscriversi all’AIRE?

  • I cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi.
  • I cittadini nati e residenti fuori dal territorio nazionale, la cui cittadinanza italiana è stata accertata dal competente ufficio consolare di residenza ed il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia.
  • I cittadini nati all’estero da genitori italiani, il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia.
  • I cittadini la cui residenza all’estero è stata giudizialmente dichiarata.
  • I neo-cittadini che acquisiscono la cittadinanza dall’estero continuando a risiedervi.

Chi non deve iscriversi all’AIRE, pur spostandosi all’estero?

  • Chi rimarrà all’estero per un periodo inferiore ai 12 mesi.
  • I lavoratori stagionali.
  • I lavoratori dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero (ambasciate, consolati,…).
  • I militari italiani in servizio presso uffici e strutture della NATO.

Attenzione! Non dovete aspettare 12 mesi per iscrivervi all’AIRE: se avete in programma di rimanere all’estero per 12 mesi o più, iscrivetevi appena vi trasferite!

Mi sono trasferito all’estero: cosa succede se non mi iscrivo?
Iscriversi all’AIRE quando ci si trasferisce all’estero è un obbligo di legge. Tuttavia, non sono previste sanzioni precise per chi non ottempera. Segnaliamo, però, che se non si è iscritti all’AIRE si potrebbe essere formalmente considerati come ancora residenti in Italia, e pertanto obbligati a presentare dichiarazione dei redditi e pagare le tasse… anche sui vostri guadagni all’estero! Sebbene sia in vigore una convenzione contro la doppia tassazione, le tasse in UK sono quasi sempre molto più basse di quelle italiane, e (semplificando) la convenzione prevede il pagamento della differenza tra i due importi al fisco italiano.
Perdete anche svariati altri vantaggi. Infatti, se siete di fatto residenti all’estero ma non siete iscritti all’AIRE:

  • Non ci sono sanzioni, ma state tecnicamente violando la legge, salvo eccezioni (elencate sopra).
  • Dovreste fare la dichiarazione dei redditi e pagare le tasse anche in Italia (dopo aver detratto quelle pagate in UK secondo i criteri della Convenzione bilaterale).
  • Non potete avvalervi dei servizi consolari per rifare documenti come passaporto e carta di identità, o della maggior parte dei servizi consolari in generale.
  • Non ricevete in automatico le schede elettorali per poter votare alle elezioni politiche italiane e ai referendum, dovendo quindi a ogni tornata elettorale inviare richiesta esplicita in quanto “elettore temporaneamente all’estero” con scadenze spesso strette.
  • Non avete diritto all’indennità di mancato guadagno prevista da alcune regioni (tra cui il Lazio) per chi rientra per votare alle elezioni regionali o comunali.
  • Se quando rientrate in Italia intendete portare effetti personali, mobili o apparecchi elettronici con voi (traslocando), non siete esenti dal pagamento delle tasse doganali (per esserlo occorre questo certificato che è rilasciato solo a chi è AIRE da almeno un anno).
  • Non avete diritto a votare il Comites nella vostra circoscrizione all’estero.

In altre parole: iscrivetevi all’AIRE.

Cosa succede se mi iscrivo?
Non si è più residenti in Italia. In generale, dunque:

  • Il proprio reddito non è più automaticamente considerato come tassabile in Italia (ad eccezione dei redditi generati sul territorio italiano, ad esempio se si hanno case di proprietà o aziende o investimenti).
  • Si perde la copertura sanitaria italiana (tra cui il medico di base). Tuttavia, la legge italiana prevede che un cittadino italiano ha sempre diritto all’assistenza sanitaria urgente se si trova sul territorio nazionale per un periodo di tempo non superiore ai 90 giorni per anno solare.
    Inoltre chi risiede in UK può richiedere e usare la propria EHIC o GHIC per avere assistenza sanitaria in Italia proprio come se fosse residente, purché sia necessaria (che non vuol dire per forza urgente) e non programmata.
    Ricordiamo inoltre che vige l’obbligo di restituzione della tessera sanitaria italiana a una qualsiasi ASL o ufficio dell’Agenzia delle Entrate una volta iscritti. Anche se non ci risultano sanzioni per la non ottemperanza, comunque non potrete più usarla.
  • Si viene iscritti nella circoscrizione elettorale estera, dove si vota per corrispondenza (ma si può comunque votare in Italia facendo richiesta al Consolato qualche giorno dopo l’annuncio delle elezioni).
  • Si mantiene il diritto di voto nelle elezioni amministrative (regionali e comunali) nel Comune italiano di ultima residenza, ma va esercitato tornando in patria per votare (non si può cioè votare per corrispondenza).
  • Si acquisisce il diritto di voto nelle elezioni per il Comites della circoscrizione estera in cui si risiede.

L’iscrizione all’AIRE è sufficiente a dimostrare che risiedo all’estero?
No… ma è spesso necessaria! Infatti, per poter risultare effettivamente residente all’estero agli occhi dell’Agenzia delle Entrate italiana, tecnicamente occorrono altri requisiti tra cui poter dimostrare che la sede principale di affetti e interessi è effettivamente all’estero.
Di fatto, però, se davvero vi spostate all’estero, vivete e lavorate lì e tornate per Natale e Pasqua… non c’è da preoccuparsi troppo. Un approfondimento per i più ansiosi si può trovare qui.

Attenzione però: se si rientra fisicamente in Italia per più di 183 giorni (sei mesi) in un anno fiscale, a prescindere dal proprio status AIRE, è probabile che si venga considerati residenti in Italia nel corso di quell’anno. Questo ha avuto conseguenze spiacevoli durante la pandemia, dove molti italiani residenti all’estero sono rientrati a casa per lunghi periodi lavorando in smart working… trovandosi, poi a dover pagare le tasse anche in Italia. Per approfondire cliccate qui.
Ci possono essere inoltre conseguenze fiscali anche per l’azienda per cui lavorate, quindi fate attenzione e informate sempre il vostro datore di lavoro se intendete lavorare dall’estero in smart working, soprattutto se per periodi lunghi.

Cosa devo fare se mi trasferisco in un altro indirizzo in UK?
Ogni cambio di residenza all’interno del territorio britannico va prontamente comunicato al Consolato. Di nuovo, ciò può essere fatto agevolmente tramite il portale FastIT. Servirà una proof of address.

Cosa devo fare se mi trasferisco in un’altra nazione estera?
Bisognerà cambiare il Consolato di riferimento nel portale FastIT, e seguire le procedure del paese in questione. Spesso ciò è equivalente a presentare di fatto una nuova domanda di iscrizione AIRE.

Cosa devo fare se torno in Italia per riavere la residenza?
Basterà iscriversi all’anagrafe del Comune italiano dove si andrà a risiedere. Non è necessario comunicare nulla al Consolato di Londra.
Ricordate che grazie alle norme sul “rientro dei cervelli” è probabile che abbiate diritto a pagare molte meno tasse (-70% imponibile!) per svariati anni, che variano a seconda della vostra occupazione. Per ulteriori informazioni, cliccate ad esempio qui.

Posso votare in elezioni italiane?
Sì: per quelle nazionali, e per i referendum, si riceverà in automatico a casa la scheda elettorale per votare per corrispondenza. In alternativa, è possibile scegliere di votare in Italia dandone tempestiva comunicazione al Comune del vostro indirizzo AIRE.
Si può votare anche alle elezioni amministrative regionali e comunali, ma per farlo è necessario tornare in Italia e votare di persona. Molte città e regioni prevedono rimborsi spese a tale scopo (alcuni effettivi, altri forfettari).

Una lista estesa di FAQ sull’argomento è disponibile sul sito del Consolato Italiano di Londra cliccando qui.

Fonti:
Aire: 6 buoni motivi per iscriversi (a cura della Farnesina)

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