Iscriversi all’AIRE

Nulla in questa pagina costituisce legal advice o tax advice: l’obiettivo è unicamente fornire una guida sintetica e introduttiva all’AIRE.

Avrete sentito parlare dell’AIRE, ovvero l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, un oggetto spesso misterioso e che per molti immigrati rappresenta l’ultimo ponte di collegamento con la madrepatria.

Il registro contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all’estero per più di 12 mesi e che hanno richiesto la registrazione. Si tratta di un diritto-dovere che permette di usufruire dei servizi consolari all’estero come documenti di identità o certificazioni, oltre che per poter votare dall’estero. In altre parole: è un obbligo di legge iscriversi all’AIRE, ma la non ottemperanza non è al momento sanzionata.

Come faccio ad iscrivermi?
Per registrarsi è necessario compilare un formulario online e fornire una proof of address (al solito: busta paga, estratto conto bancario, bolletta intestata, lettera del medico, etc).

Clicca qui per iniziare la procedura di iscrizione online all’AIRE tramite FastIT.

Se si è in possesso di identità digitale SPID, è possibile utilizzare quest’ultima per accedere al portale FastIT. La SPID sarà obbligatoria da Ottobre 2022 per accedere ai servizi del Consolato. Consigliamo in ogni caso di dotarsene, visto che inizia ad essere riconosciuta anche da alcuni enti inglesi!

Nota: dal 26 Marzo 2019 grazie al Decreto Brexit (Decreto-Legge 25 Marzo 2019, n.22) l’iscrizione Aire decorre non da quando viene accettata ma da quando viene presentata (a volte possono passare anche mesi).

Chi deve iscriversi all’Aire?

  • I cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi.
  • I cittadini nati e residenti fuori dal territorio nazionale, la cui cittadinanza italiana é stata accertata dal competente ufficio consolare di residenza ed il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia.
  • I cittadini nati all’estero da genitori italiani, il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia.
  • I cittadini la cui residenza all’estero è stata giudizialmente dichiarata.
  • I cittadini che acquisiscono la residenza all’estero continuando a risiedervi.

Chi non deve iscriversi all’Aire, pur spostandosi all’estero?

  • Chi rimarrà all’estero per un periodo inferiore ai 12 mesi.
  • I lavoratori stagionali.
  • I lavoratore dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero (ambasciate, consolati,…).
  • I militari italiani in servizio presso uffici e strutture della NATO.

Cosa succede se non mi iscrivo?
Iscriversi all’AIRE quando ci si trasferisce all’estero è un obbligo di legge. Tuttavia, non sono previste sanzioni precise per chi non ottempera. Segnaliamo, però, che se non si è iscritti all’AIRE si potrebbe essere formalmente considerati come ancora residenti in Italia, e pertanto obbligati a presentare dichiarazione dei redditi e pagare le tasse… anche sui vostri guadagni all’estero! Sebbene sia in vigore una convenzione contro la doppia tassazione, le tasse in UK sono quasi sempre molto più basse di quelle italiane, e la convenzione prevede il pagamento della differenza tra i due importi al fisco italiano.
In altre parole: iscrivetevi all’AIRE.

Cosa succede se mi iscrivo?
Non si è più residenti in Italia. In generale, dunque:

  • Il proprio reddito non è più tassato in Italia (ad eccezione dei redditi generati sul territorio italiano, ad esempio se si hanno case di proprietà o aziende o investimenti).
  • Si perde il diritto all’assistenza sanitaria (tra cui il medico di base). Tuttavia, la legge italiana prevede che un cittadino italiano ha sempre diritto all’assistenza sanitaria urgente se si trova sul territorio nazionale per un periodo di tempo non superiore ai 90 giorni per anno solare. Ricordiamo però anche che chi risiede in UK può usare la propria EHIC o GHIC per avere assistenza sanitaria in Italia proprio come un residente.
  • Si viene iscritti nella circoscrizione elettorale estera, dove si vota per corrispondenza (ma si può votare in Italia facendo richiesta al Consolato qualche giorno dopo l’annuncio delle elezioni).

L’iscrizione all’AIRE è sufficiente a dimostrare che risiedo all’estero?
No. Infatti, per poter risultare effettivamente residente all’estero agli occhi dell’Agenzia delle Entrate italiana, occorrono altri requisiti tra cui poter dimostrare che la sede principale di affetti e interessi è effettivamente all’estero. Di fatto, però, se davvero vi spostate all’estero, vivete e lavorate lì e tornate per Natale e Pasqua… non c’è da preoccuparsi troppo. Un approfondimento per i più ansiosi si può trovare qui.

Cosa devo fare se mi trasferisco in un altro indirizzo in UK?
Ogni cambio di residenza all’interno del territorio britannico deve essere prontamente comunicato all’AIRE. Di nuovo, ciò può essere fatto agevolmente tramite il portale FastIT. Servirà una proof of address.

Cosa devo fare se mi trasferisco in un’altra nazione estera?
Bisognerà cambiare il Consolato di riferimento nel portale FastIT, e seguire le procedure del paese in questione.

Cosa devo fare se torno in Italia per riavere la residenza?
Basterà iscriversi all’anagrafe del Comune italiano dove si andrà a risiedere. Non è necessario comunicare nulla al Consolato di Londra.

Una lista estesa di FAQ sull’argomento è disponibile sul sito del Consolato Italiano di Londra cliccando qui.

Fonti:
Aire: 6 buoni motivi per iscriversi (a cura della Farnesina)

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