EU Settlement Scheme

Nulla in questa pagina costituisce legal advice o immigration advice: l’obiettivo è unicamente fornire una guida sintetica ai propri diritti ai cittadini UE, e informarli al riguardo. Per questioni relative alla propria situazione personale in tema di leggi sull’immigrazione consigliamo caldamente di rivolgersi ad avvocati competenti nel tema: un possibile punto di inizio è il forum UKCEN, dove avvocati rispondono ai quesiti degli utenti pro bono (gratis).

Questo post è aggiornato a Maggio 2022.

Il 1 Gennaio 2021 il periodo di transizione della Brexit è terminato, e il Regno Unito è uscito a tutti gli effetti dall’Unione Europea. Se siete cittadini di uno stato dell’Unione Europea (in particolare l’Italia), quel giorno è anche cessata l’applicazione del trattato che tutela il vostro diritto di vivere nel Regno Unito.

Per far fronte alle necessità di milioni di cittadini europei che vivono stabilmente qui (di cui oltre 600000 italiani) è stato istituito lEU Settlement Scheme. Questo schema è accessibile ai cittadini di uno stato UE che abbiano iniziato a vivere nel Regno Unito prima del 31 Dicembre 2020 (ci sono, però, eccezioni a questa regola per casi speciali).

Il termine ultimo per fare domanda era il 30 Giugno 2021, ma è possibile inviare una late application.

Pertanto è di fondamentale importanza che tutti coloro che possiedono i requisiti necessari (di fatto, essere cittadini UE e essere stati nel Regno Unito almeno un giorno tra il 1 Luglio e il 31 Dicembre 2020) abbiano fatto domanda per ottenere lo status o la facciano al più presto.

Ci sono delle fattispecie in cui è possibile ottenere lo status anche facendo domanda dopo il 30 Giugno 2021:

  • Late application. Semplicemente nel fare domanda per lo status andrà giustificato perché non si è fatto domanda prima del 30 Giugno 2021, e l’Home Office valuterà caso per caso se accettare o meno. Qui trovate una lista non esaustiva di reasonable grounds, ovvero motivi ritenuti validi per una late application.
  • La conversione di un Pre-Settled Status in Settled Status rimane ovviamente possibile.
  • Un Pre-Settled Status ottenuto in seguito a un ricongiungimento familiare. In questo caso occorre aspettare l’esito dell’application prima di partire per il Regno Unito. Non basta il COA.
  • Un Pre-Settled Status ottenuto entro tre mesi dalla nascita di un bambino in UK, figlio di un genitore con Pre-Settled Status.
  • Varie ed eventuali.

Per convertire un Pre-Settled Status in Settled Status una volta raggiunti i cinque anni di continuous residence occorre iniziare una nuova domanda da zero. Se vi limiterete ad “aggiornare” quella del Pre-Settled, non otterrete il Settled Status.

Vista l’enorme differenza in comodità, diritti e costi tra EU Settlement Scheme e il nuovo sistema di visti, e visto che fare un’application è gratuito, in linea di massima consiglio a tutti gli aventi diritto di tentare comunque questa strada, anche dopo la deadline del 30 Giugno.

Chi presenta domanda ottiene immediatamente un “Certificate of Application” che può presentare alla frontiera, al datore di lavoro, al landlord etc. per dimostrare che ha fatto domanda ed è in attesa di risposta. Questo è molto importante perché con la fine del grace period dal 1 Luglio 2021 sono iniziati i controlli per i possessori di status a frontiere, posti di lavoro, agenzie immobiliari, banche,…

Per chi invece è stato in UK negli ultimi 2 anni, ma non nel periodo di cui sopra, è comunque possibile fare domanda se l’assenza è giustificata da una “important reason”, o se si vuole sperare che l’Home Office applichi discretion. Se la vostra assenza (o il prolungamento di essa) è dovuta al Covid19, potete appellarvi a nuove regole in merito pubblicate il 10 Giugno (più dettagli qui sotto).

Detto ciò, ci sono molte altre fattispecie e parecchie eccezioni, e può darsi che anche in mancanza dei requisiti di cui sopra abbiate comunque diritto ad ottenere lo status. Se la vostra situazione è complicata, rivolgetevi a un esperto in immigrazione: come punto di partenza, consigliamo il Forum UKCEN, dove avvocati specializzati danno consigli pro bono.

La domanda è gratuita, sempre e senza eccezioni.

Ottenere lo status è un diritto di ogni cittadino EU che ha iniziato a vivere in UK prima del 31 Dicembre 2020: basta la residenza nel paese, non occorre avere un impiego, né ricevere sussidi, né avere un NIN per essere idonei.

Lo status

Ci sono due situazioni possibili: se siete stati residenti nel Regno Unito almeno per gli ultimi 5 anni, otterrete il Settled Status (SS). Il Settled Status non ha scadenza, e di fatto decade solo se commettete crimini o se trascorrete 5 anni consecutivi fuori dal Regno Unito. Vi dà il diritto di vivere, lavorare, usare l’NHS, e accedere ai benefit come un cittadino inglese. Non vi dà, tuttavia, diritto di voto nelle elezioni nazionali.

Se risiedete nel Regno Unito da meno di 5 anni, otterrete invece il Pre-Settled Status (PSS). Il Pre-Settled status dura 5 anni dal momento in cui ve lo danno (o dal 31 Dicembre 2020, se ottenuto successivamente). Decade se si commettono crimini, o se si rimane fuori dal Regno Unito per più di 2 anni consecutivi.
Quando il PSS scade, si perde il diritto a rimanere nel Regno Unito. Il modo per rimanere è aver chiesto e ottenuto il Settled Status, per il quale potrete fare l’application anche dopo il 30 Giugno 2021 (ma solo se avete già il PSS!). Anche se avete già il PSS, per fare l’application per SS occorre seguire lo stesso processo (di fatto si “ricomincia da capo”). Non è automatico ottenere il SS se avete il PSS: c’è un inghippo, e si chiama continuous residence.

Per ottenere il SS dovete essere residenti in UK da 5 anni, “continuously”. Questo significa che dovrete essere stati in UK per almeno 180 giorni in ogni intervallo temporale di 365 (non solo l’anno solare). Ci sono eccezioni, come un singolo periodo fino a 12 mesi for an important reason, e quelle previste per il Covid-19. Entrambe richiedono valutazioni caso per caso (non sono automatiche). Una lista completa delle eccezioni accettate è disponibile a questo link.

Chi otterrà il SS acquisirà inoltre il diritto al ricongiungimento familiare, cioè sarà possibile in un secondo momento (anche post-30 Giugno 2021) ai familiari stretti (figli e genitori, e i loro figli e genitori) raggiungervi nel Regno Unito, con qualche eccezione. Più dettagli a seguire.

La cittadinanza

Inoltre, a un anno esatto dal conferimento del SS potete richiedere la cittadinanza britannica per naturalizzazione (al momento pagando poco meno di £1700 in tutto). Tuttavia, ci sono requisiti stringenti e non è affatto automatico ottenerla: il più problematico tra tutti è la “Comprehensive Sickness Insurance” (CSI).

In sintesi, una vecchia legge europea prevedeva che un residente in UK che fosse student o self-sufficient (e non chi aveva un lavoro di qualsiasi tipo, inclusi i self-employed) dovesse, per essere legalmente residente, avere una “Comprehensive Sickness Insurance”: un’assicurazione sanitaria in grado di rimborsare tutte le spese sanitarie sostenibili. L’attuale procedura per ottenere la cittadinanza britannica prevede una verifica per gli anni precedenti al vostro (pre)settled status, fino a 10 anni indietro, del fatto che foste in regola con le leggi sull’immigrazione, tra cui appunto questa. Visto che non averla non precludeva l’accesso all’NHS, quasi nessun cittadino europeo ha mai sentito parlare di questa CSI… il che rende di fatto potenzialmente “illegale” la residenza di coloro che sono stati studenti o persone autosufficienti negli anni precedenti all’ottenimento del PSS. Importante notare che non appena si ottiene lo status (PSS o SS) non è più necessario avere la CSI per essere legalmente residenti in UK… ma questo conta poco, visto che vengono esplicitamente considerati i dieci anni precedenti alla domanda.
Il discorso si complica ancora di più quando si considera che la tessera sanitaria europea (EHIC) di un altro paese è in teoria considerata valida come CSI… ma, come sappiamo, gli iscritti all’AIRE la perdono (e iscriversi è obbligatorio). Tuttavia, un recente ruling della corte europea ha ribaltato la posizione dell’Home Office, decretando che avere accesso all’NHS conta come CSI. Questa decisione, tuttavia, non è ancora stata implementata nella linee guida dell’Home Office.

Chi fosse stato studente o self-sufficient per un certo periodo precedente all’ottenimento del PSS entro dieci anni dall’invio della domanda è fortemente incoraggiato a chiedere consiglio a un legale esperto in immigrazione prima di inviare la domanda di naturalizzazione, o almeno sul forum UKCEN.

Non avere avuto la CSI per un determinato periodo di tempo non implica un rifiuto automatico: i caseworkers sono incoraggiati dalla guidance a valutare se applicare discrezione. Tuttavia, a quel punto dipende da loro, e in caso di rifiuto non si ha diritto al rimborso dei soldi pagati per mandare l’application, al momento oltre £1300. Va anche detto, però, che non si è a conoscenza di casi in cui il non-possesso della CSI è stato l’unico motivo del rifiuto.
Un’ottima e più dettagliata spiegazione si può trovare qui, o qui.

Data la delicatezza della materia, per il momento abbiamo scelto di non trattare l’argomento più di così: sappiate che la CSI esiste, e che vi consigliamo di verificare attentamente la vostra situazione nei dieci anni precedenti alla domanda di naturalizzazione per ottenere la cittadinanza britannica. Consultate le informazioni sul sito del governo, e se avete dubbi rivolgetevi a degli avvocati esperti in immigrazione per chiarire qualsiasi dubbio. Potete anche consultare la guida step-by-step del Forum UKCEN.

Se siete coniugi di un cittadino britannico, potete richiedere la cittadinanza non appena ottenuto il SS.

Come fare domanda

Chi deve presentare domanda per l’EU Settlement Scheme?
Tutti i cittadini EU residenti in UK da prima del 1 Gennaio 2021, inclusi i minori. Inoltre, anche i seguenti familiari (se non cittadini EU) possono presentare domanda:

  • Coniugi, partner civili o partner non coniugati.
  • Figli, nipoti o pronipoti di età inferiore ai 21 anni.
  • Figli a carico di età superiore a 21 anni.
  • Genitori, nonni o bisnonni

I familiari di possessori di EUSS che intendono utilizzare il “Family Permit” potranno presentare domanda anche dopo la deadline del 30 Giugno 2021. Qui trovate una guida ai Family Permit.

Inoltre, chiunque può ancora presentare domanda dopo il 30 Giugno 2021, ma dovrà giustificare il ritardo. Tenete presente che, se veritiera, una possibile giustificazione può anche essere “non sapevo di dover fare domanda”.

Se siete fuori dal Regno Unito da più di due anni consecutivi è improbabile che otteniate lo status facendo domanda: questo perché il PSS decade in anticipo se si trascorrono due anni fuori dal Regno Unito, e dunque un eventuale diritto maturato in precedenza sarebbe già scaduto al momento della domanda.

Per presentare la domanda, occorrono:

  • Passaporto o carta di identità (preferibilmente dotata di chip) in corso di validità.
  • Un indirizzo email (a cui sarà associato il vostro status).
  • Un numero di cellulare (a cui sarà associato il vostro status).
  • Prove della vostra residenza. Ad esempio: lettere dal council, bollette, estratti conto della banca, lettere del vostro medico (GP), un contratto d’affitto, una lettera dal vostro datore di lavoro, una payslip, etc. (elenco completo). Nel caso di Settled Status, ne serviranno a sufficienza per coprire gli ultimi 5 anni.
  • (solo per Settled Status) se il conto delle assenze è pericolosamente vicino al limite massimo, può essere opportuno fornire una lista dei viaggi all’estero negli ultimi 5 anni. Se può esservi d’aiuto, potete richiedere alla Border Force inglese una lista dei vostri passaggi di frontiera cliccando qui. Ovviamente saranno registrate solo le occasioni in cui avete superato un controllo (se avete viaggiato in automobile o in treno potrebbe non risultare).
  • Se state usando le eccezioni previste per la pandemia Covid19, prove del fatto che la vostra assenza fosse dovuta al Covid19 (più dettagli qui sotto).
  • Per un’application fatta dopo il 30 Giugno non legata a nascita o ricongiungimento familiare, una giustificazione per il motivo per cui l’application è stata inviata in ritardo. Se il motivo è semplicemente che non lo sapevate, scrivete una lettera in cui spiegate questa circostanza. Non rinunciate a un vostro diritto!
  • Se state mandando l’application per un ricongiungimento familiare, prove della relazione con la persona a cui volete ricongiungervi.

In passato era possibile fare domanda il giorno stesso dell’arrivo nel Regno Unito, utilizzando il boarding pass come prova di residenza. Tuttavia, essendo il 31 Dicembre 2020 il termine ultimo di arrivo, è possibile che un boarding pass non venga più ritenuto sufficiente, essendo passato abbastanza tempo da allora per ottenere prove più solide.

L’EU Settlement Scheme è un diritto acquisito da tutti i cittadini europei che risiedevano in UK prima del 31 Dicembre 2020. Pertanto, non dipende dall’aver avuto un lavoro, un conto in banca, un NIN, l’iscrizione all’Aire, o altro. La semplice residenza dà diritto ad ottenere il PSS o il SS.

La via in assoluto più semplice e veloce è presentare domanda utilizzando l’app per smartphone apposita fornita dal governo, di nome “EU Exit: ID document chec‪k‬” (Android, iOS). Per poter fare ciò, vi servirà uno smartphone dotato di un chip NFC (la maggior parte degli smartphone ne ha uno): grazie ad esso potrete scansionare il chip elettronico nel vostro documento (passaporto o carta d’identità elettronica) e fare domanda interamente a distanza, senza mai dovervi recare in un ufficio!
Potete usare anche il cellulare di un vostro amico o conoscente (l’app non salva alcun dato sul telefono sul quale viene utilizzata), o recarvi in un luogo in questa lista. Potete, in alternativa, scegliere di inviare i vostri documenti per posta.
Qui trovate istruzioni anche visive su come utilizzare l’app.

Attenzione! A un certo punto l’app vi chiederà di scattarvi una foto utilizzando la fotocamera frontale dello smartphone – dicendo che serve per confrontarla con quella sul passaporto e verificare che siate effettivamente chi dite di essere… ma poi quella stessa foto apparirà sul portale e sarà visibile ogni volta che dovrete dimostrare il vostro status! Sarà, di fatto, “la foto del (pre)settled status”. Quindi, insomma… sorridete!

Una volta scaricata l’app sul vostro smartphone, preparato il passaporto o la carta d’identità elettronica, e preparate le vostre proof of residence, siete pronti a iniziare: cliccate qui per cominciare la domanda sul sito del governo.

Alternativamente, e solo in caso di difficoltà o oggettiva necessità, è possibile stampare i form cartacei dal sito del governo, compilarli e inviarli per email. Successivamente, andranno inviati i documenti (passaporto, etc) per posta. Questo allunga di molto i tempi dell’application, e si può fare solo se ci si trova già in UK. Consigliamo caldamente di utilizzare l’app.

Una volta inviata la domanda, è tempo di aspettare. Per alcuni la risposta arriva la sera stessa, per altri arriveranno richieste di documenti aggiuntivi e/o chiarimenti, e ci vorranno anche mesi. Il tempo medio di attesa è di un paio di settimane (dipende però dal periodo), e in generale per il Settled Status ci vuole un po’ di più che per il Pre-Settled Status. Se è passato troppo tempo, contattateli usando questo servizio.

Mentre aspettate di ricevere una risposta, vi sarà fornito il Certificate of Application, che è valido per permettervi di godere di tutti i diritti di cui gode un possessore di status. In particolare, è possibile generare share codes anche per il Certificate of Application.

Le nuove eccezioni per il Covid-19
Con delle nuove linee guida pubblicate il 10 Giugno, sono previste eccezioni specifiche nel caso in cui la vostra assenza sia dovuta alla pandemia Covid-19. In particolare, se siete stati fuori dal paese per oltre 6 mesi (ma meno di 12) e potete dimostrare che intendevate tornare prima ma non lo avete fatto per circostanze dovute al Covid, quest’assenza non interromperà la continuous residence.
Inoltre, se un’assenza supera i 12 mesi se ciò è dovuto al Covid allora la continuous residence si considera “in pausa”, e sarà permesso estendere il proprio Pre-Settled Status in modo da poter raggiungere i cinque anni di continuous residence escludendo la pausa e ottenere infine il Settled Status. Infine, è possibile avere due periodi di assenza fino a 12 mesi se uno di essi è dovuto al Covid. Per “dovuto al Covid” si intende:

  • Malati di coronavirus.
  • In quarantena, autoisolamento o shielding in conformità con le linee guida della sanità pubblica locale.
  • Impegnati a prendervi cura di un familiare affetto da coronavirus.
  • Impossibilitati a tornare nel Regno Unito a causa di interruzioni dei viaggi causate dal coronavirus.
  • Se vi è stato consigliato dalla propria università o datore di lavoro di non tornare nel Regno Unito e di continuare a studiare o lavorare a distanza dal tuo paese d’origine, a causa del coronavirus.
  • Se siete stati assenti per un altro motivo relativo al coronavirus, ad esempio:
    • Siete partiti o rimasti al di fuori del Regno Unito perché c’erano meno restrizioni nella vita di tutti i giorni, o un livello inferiore di contagi.
    • Avete preferito lavorare o gestire un’azienda da casa all’estero
    • Sareste stati disoccupati nel Regno Unito e avete preferito fare affidamento sul sostegno di familiari o amici all’estero.

In particolare, conservate prove quali mail di voli cancellati, lettere dal vostro datore di lavoro o università riguardo la pandemia (quelle in cui intimano di non viaggiare e stare a casa), referti di tamponi positivi, copie delle ordinanze locali che vietavano i viaggi all’estero.

Dopo aver fatto domanda

Da esperienze dirette sappiamo che il tempo di risposta è variabilissimo. Alcuni ricevono lo status la sera stessa dopo aver mandato la domanda, ma per altri ci vogliono addirittura mesi! Se è passato molto tempo (almeno due settimane) dalla tua domanda e vuoi contattarli per controllare che sia tutto a posto, puoi farlo attraverso questo form di gov.uk, che garantisce che riceverai una risposta entro cinque giorni. Attenzione! Usate la stessa email che avete usato per la domanda.

Nel frattempo, avrai ricevuto un Certificate of Application che puoi usare al posto dello status fino a quando non riceverai risposta dall’Home Office. Questo certificato è, in particolare, valido per viaggiare e per dimostrare i propri diritti proprio come se aveste lo status finché non si riceve una decisione.

Perdere lo status

Il PSS decade se si passano più di due anni consecutivi fuori dal Regno Unito, o decade alla sua naturale scadenza cinque anni dopo essere stato conferito. Il SS decade se si passano più di cinque anni consecutivi fuori dal Regno Unito.

Come riportato qui, al contrario del ben più stretto requisito della continuous residence, per resettare il conto degli anni (due per PSS, cinque per SS) è sufficiente trascorrere anche solo un giorno nel Regno Unito. In altre parole, è estremamente difficile perdere lo status. In questo caso raccomandiamo però di conservare con cura le prove del rientro nel Regno Unito.

Avrete ricevuto una lettera (o una email) dal governo inglese in cui confermano che ti è stato conferito il PSS o il SS. Conservala gelosamente, salvandola in più posti e, perché no, stampandone qualche copia. Tuttavia, quella lettera non vale come prova legale che possiedi lo status.

Dimostrare lo status: alla frontiera

Alla frontiera inglese dovrete utilizzare lo stesso documento legato allo status, cioè quello che avete usato per l’application (di solito il passaporto): così facendo, sarà possibile all’addetto della border force verificare in automatico che possedete lo status. Inoltre, è fortemente raccomandato portare con se una copia della lettera di conferma dello status: a volte è stata addirittura esplicitamente richiesta. Il mio consiglio? Stampate una copia della lettera e mettetela nella custodia del passaporto, così da averla sempre con voi.

Per viaggiare occorre essere in possesso di un documento valido, quindi non scaduto: per i possessori di status, non ci sono limiti antecedenti alla scadenza. Inoltre è obbligatorio registrare il documento con cui viaggerete legandolo allo status (si può fare qui), ma ci può volere qualche settimana prima che la modifica abbia effetto. In tale circostanza, occorre portare con se anche il documento precedente (anche se scaduto).

Se viaggiate verso il Regno Unito con carta di identità è consigliato generare o stampare uno share code, perché la compagnia aerea potrebbe richiederlo in fase di imbarco.

Fate attenzione a non farvi timbrare il passaporto! Infatti, ricordate che ai cittadini EU è possibile comunque entrare nel Regno Unito senza visto come visitatori e rimanervi fino a 6 mesi, e dunque un ufficiale distratto potrebbe scambiarvi per visitatori e timbrare… per evitare problemi con il passaporto timbrato, mettete subito in chiaro che siete residenti con PSS o SS.

Dimostrare lo status: Share codes

Il discorso cambia se avete bisogno di dimostrare che possedete lo status in circostanze diverse dalla frontiera (landlord, datore di lavoro, NHS,…) Purtroppo il governo inglese ha deciso, per il momento, di non fornire alcun documento fisico ad oltre 4 milioni di cittadini EU che risiedono stabilmente in UK (non sei d’accordo? Firma la petizione), e l’unico modo per dimostrare di possedere lo status è farlo online tramite il portale del governo con uno share code.

  • Clicca qui: https://www.gov.uk/view-prove-immigration-status
  • Inserisci il codice del documento che hai usato, e la tua data di nascita.
  • Conferma la tua identità tramite SMS o email.
  • Genera uno share code, che sarà valido per 90 giorni.
  • Fornisci la tua data di nascita e lo share code a chi te lo ha richiesto.
  • La persona a cui lo fornisci potrà verificare tramite l’apposito tool ufficiale che effettivamente hai lo status che dici di avere, inserendo la tua data di nascita e lo share code.

Il sistema è nuovo, e sicuramente ci saranno incomprensioni. Se avete bisogno di fornire una guida ufficiale al vostro employer o landlord, la trovate qui.

Mantenere lo status aggiornato

Ho delle raccomandazioni generali, che consiglio caldamente a tutti di seguire:

  • Assicuratevi che i vostri dettagli associati al vostro status siano sempre aggiornati e in corso di validità.
    Questi dettagli sono: Nome, Documento, Cellulare, Email, Indirizzo. Se avete bisogno di aggiornarli, basta cliccare su questo link e seguire le istruzioni.
    Importante: per aggiornare il Documento sarà sufficiente caricare una foto, ma ci vorrà un tempo variabile tra 1 e 4 settimane quindi non fatelo poco prima di viaggiare. Ricordo anche che non potete usare un documento scaduto, quindi alla scadenza del vostro passaporto (o carta di identità) dovete rinnovarlo al più presto e poi aggiornare i dettagli sul sito dello status. Sebbene l’Home Office dica che al momento si può aggiungere un documento, il sistema non supporta ancora questa funzione (se aggiungete un documento, potrete poi utilizzare solo quest’ultimo alla frontiera).
  • Impostate un metodo di autenticazione a due fattori per proteggere la vostra email da accessi indesiderati, preferibilmente scegliendo di usare un’app come Google Authenticator. Assicuratevi di custodire i codici di backup in un luogo sicuro.
  • Sebbene non formalmente valida come prova dello status, spesso viene richiesta una copia della lettera (o una stampa dell’email) con l quale vi hanno comunicato che avete ottenuto lo status. Pertanto non è una cattiva idea conservarla e/o stamparne qualche copia, magari mettendone una nella cover del passaporto.
Status e carta di identità

I possessori di Pre-Settled o Settled Status possono ancora continuare a utilizzare la carta di identità per viaggiare, ma solo se quest’ultima è stata associata al proprio account sul portale del governo. Da qualche mese è possibile aggiungere un documento al proprio status, ma questa funzionalità ancora non è implementata a dovere.

Sono accettate sia le carte di identità elettroniche, sia quelle cartacee. Se elettronica, dovrete scansionarla con il vostro smartphone per aggiungerla. Se cartacea, dovrete fare delle fotografie (in alta definizione e ben illuminate: può volerci più di un tentativo)…

Infatti, qualora aggiungeste la carta di identità al vostro account, essa diventerebbe (dopo qualche settimana) l’unico documento utilizzabile per accedere al vostro status. Di fatto, sebbene sia stata prevista una funzione che permetta di associare due o più documenti, ancora non è operativa. Il nostro consiglio, in attesa di miglioramenti tecnici, è di portare sempre con voi il documento che avete utilizzato per fare domanda (di solito il passaporto), e di non aggiungere altri documenti se non assolutamente necessario.

Se viaggiate con carta di identità, assicuratevi di generare uno share code e possibilmente portare con voi la lettera di conferimento dello status. Infatti sebbene alla frontiera britannica l’ufficiale abbia modo di verificare il vostro status sul portale Home Office, all’imbarco la compagnia aerea non ha modo di farlo e potrebbe negare l’imbarco in assenza di prove di possesso del Pre-Settled o Settled status. Tuttavia, qualora l’imbarco venisse ingiustamente negato avreste diritto a un rimborso e a essere imbarcati sul primo volo disponibile, proprio come in tutti gli altri casi di imbarco ingiustamente negato: fate valere i vostri diritti!

Ovviamente qualora aveste utilizzato la carta di identità per fare domanda in origine potete continuare a usarla senza problemi e potrete, in futuro, aggiungere il vostro passaporto e utilizzare uno dei due documenti senza problemi. Ma per ora, a dispetto di quanto dice l’Home Office nella guidance il sistema non funziona ancora così.

Il ricongiungimento familiare

Per i familiari stretti di un possessore di Pre-Settled o Settled Status è possibile fare domanda di ricongiungimento e ottenere uno status anche se non si soddisfano gli altri requisiti, se la relazione familiare in questione è iniziata prima del 31 Dicembre 2020. Altrimenti, sarà necessario chiedere un visto come familiari di un residente. Nel caso di genitori o figli dai 21 anni in su, occorrerà dimostrare che si è dependants (cioè “a carico”) dell’individuo a cui ci si vuole ricongiungere. Ricordiamo che in alcuni casi anche un partner non sposato può ottenere questo riconoscimento se la relazione è iniziata prima del 31 Dicembre 2018.

Il ricongiungimento familiare può trovare applicazione per coniugi, figli, genitori (dependants), figli o genitori del coniuge, e partner non sposati, ma non per fratelli, sorelle, zii, cugini…

Bisogna fare l’application prima di venire nel Regno Unito (cioè dall’estero, oppure se si è già qui come visitors) e aspettare l’esito prima di partire (non basta il COA). Se si è cittadini EEA, si può semplicemente utilizzare la procedura standard descritta qui sopra e chiedere il Pre-Settled status. Se, invece, non si è cittadini EEA bisogna prima chiedere il family permit, e una volta ricevuto il permesso trasferirsi e chiedere il Pre-Settled status entro tre mesi (la deadline del 30 Giugno 2021 qui non si applica).

Trattandosi di un tema complesso, non ci addentriamo ulteriormente nei dettagli e vi rimandiamo all’eccellente guida realizzata dall’Ambasciata Italiana a Londra.

I minori

Anche i bambini necessitano del loro status: non commettete l’errore di pensare che sia automatico! I genitori sono tenuti a fare domanda per tutti i bimbi nati prima che almeno un genitore avesse maturato i requisiti per ottenere il Settled Status e/o fosse diventato cittadino britannico: questo può essere fatto in due modi. Il primo (consigliato) consiste nel collegare l’application del bimbo a quella di un genitore. In questo modo il bambino otterrà lo stesso status del genitore. Alternativamente, è possibile compilare un’application autonoma, tramite la quale il minore acquisirà uno status proprio come chiunque altro.

Se un bimbo nasce in UK da genitori in cui almeno uno ha il Pre-Settled Status, ma nessuno ha Settled Status (o altri tipi di indefinite leave to remain) o cittadinanza britannica, il bimbo può ottenere il Pre-Settled Status a sua volta con un’apposita application. Bisognerà fare domanda entro tre mesi dalla nascita, usando il passaporto. Se non si riesce ad ottenere il passaporto in così breve tempo, si può anche fare l’application solamente con il certificato di nascita. Bisogna contattare l’EU Settlement Resolution Centre che invierà per posta la documentazione da compilare e rispedire. Consigliamo di muoversi il prima possibile in quanto possono essere necessari anche 10 giorni lavorativi a inviare la documentazione.

Qualora fossero già trascorsi tre mesi dalla nascita, non disperate: potee comunque inviare un’application, giustificando il ritardo (siate sinceri: se il motivo è “non lo sapevo”, scrivete una lettera in cui vi scusate).

Se, invece, un bimbo nasce in UK e ha almeno un genitore che ha il Settled Status o è cittadino inglese al momento della nascita, il bimbo dovrebbe essere cittadino inglese in automatico. Si può richiedere un passaporto inglese, e non serve quindi che ottenga uno status tramite l’EU Settlement Scheme.

Se un bimbo nasce invece all’estero (ad esempio in Italia), per portarlo in UK con se bisognerà chiedere il ricongiungimento familiare, come spiegato nel paragrafo precedente. Per ulteriori dettagli rimandiamo sempre all’eccellente guida realizzata dall’Ambasciata Italiana a Londra.

Ho delle domande/mi serve aiuto!

Se ti serve aiuto con la domanda per ottenere lo status, puoi rivolgerti al governo inglese, al council, al WoRC Rights Centre, alla charity Settled (rispondono entro un giorno!), all’Ambasciata Italiana, o unirti al nostro gruppo Facebook e chiederci una mano.

Per questioni relative all’immigrazione e ai tuoi diritti o situazioni particolari, rivolgiti al Forum UKCEN. Lì avvocati rispondono gratuitamente agli utenti.

Fonti:
Gov.uk (la fonte primaria, sempre aggiornata)
Guida dell’Ambasciata Italiana
Guida dell’Ambasciata Italiana all’EU Settlement Scheme
Guida di Settled

2 commenti

  1. Attenzione a chi va in UK con la carta d’identita’. A inizi novembre 2021 prima dell’imbarco, in Italia, per un volo (ryanair) per Londra, al gate mi hanno chiesto la prova del settlement status, la famosa email che non ha valore legale. Quindi non alla frontiera in UK, in Italia! Ho protestato ma non mi volevano far salire sull’aereo senza. Credo che sia dovuto al fatto che non avessi il passaporto, ma la carta d’identita’. Quindi seguite il consiglio e portatevela sempre con voi!

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    • Update: occorre aver stampato uno share code (o generarlo sul momento) quando si viaggia con carta di identità. Non è obbligatorio per legge, ma a loro discrezione le compagnie aeree hanno la facoltà di richiederlo (e dunque…).

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