Patenti di guida in UK

Come si guida… al contrario? A parte la posizione del volante, non ci sono grandi differenze tra la guida in UK e in Italia. Guida alla patente britannica e alle patenti europee in UK.

Non ci soffermiamo qui su come ottenere una patente britannica partendo da zero: la maggioranza di noi, infatti, avrà conseguito la patente in Italia e si troverà dunque a doverla semplicemente convertire. Per chi dovesse invece prenderla per la prima volta in UK, rimandiamo alla sezione apposita di gov.uk: cliccate qui!

La patente britannica e le multe

Iniziamo dai limiti di velocità in vigore. In ogni strada senza indicazioni esplicite, il governo consiglia di supporre che il limite sia 30 miglia all’ora.

  • Autostrade e Strade a doppia corsia (con spartitraffico): 70 miglia all’ora (112 Km/h).
  • Strade a una corsia (senza spartitraffico): 60 miglia all’ora (95 km/h).
  • Zone urbane 30 miglia all’ora (48 km/h), in alcuni tratti 40 miglia all’ora (64 km/h).

Come in Italia, esiste un sistema di punti: qui, tuttavia, i punti corrispondono a penalità, e si chiamano penalty points. Insieme ad essi, la vostra patente contiene anche gli endorsements (dettagli delle violazioni che avete compiuto). Un endorsement rimane sulla patente per 4 o 11 anni (a seconda della gravità della sanzione). Se si arriva a 12 penalty points accumulati in meno di tre anni, la patente viene ritirata, e la guida viene vietata per 6 mesi (o più). Inoltre per ricominciare a guidare bisognerà rifare l’iter per ottenere la patente.

Ogni sanzione comporta anche multe in denaro. Quando si compie una violazione seria, è possibile doversi presentare in tribunale a risponderne.

Ecco alcuni esempi delle violazioni più comuni: una lista completa è disponibile qui.

CodiceViolazionePenalty points
ACNon fermarsi a prestare soccorso dopo un incidentetra 5 e 10
BAGuidare nonostante un divieto imposto dal tribunale6
CDGuidare senza la dovuta cura per chi vi sta intorno (guida spericolata)tra 3 e 9
DRGuida in stato di ebbrezzatra 3 e 11
DUGuida sotto l’effetto di droghetra 3 e 11
INUsare un veicolo senza assicurazionetra 6 e 8
MSVarie ed eventuali (corse clandestine, abbandono di veicolo,…)varie
PCContravvenzione relativa a un attraversamento pedonale3
SPViolare un limite di velocitàtra 3 e 6
TSNon rispettare un cartello stradale o un semaforo3
Ogni codice è seguito da due numeri che specificano ancora meglio la natura della violazione. Attenzione! Si può essere sanzionati anche se non si era alla guida, ad esempio per aver incitato qualcun altro a commettere l’infrazione.
La patente italiana per guidare in UK

Nonostante la Brexit, tutte le patenti europee rimangono valide per guidare nel Regno Unito fino al compimento del 70mo anno di età. Non ci sono restrizioni! Il discorso, però, cambia se si vuole utilizzare la patente per lavoro (come fanno ad esempio i tassisti)

Per maggiori informazioni, consultate il tool del governo.

Rinnovare la patente italiana

Fino al 31 Dicembre 2020 non era possibile per un residente nel Regno Unito rinnovare la propria patente italiana scaduta. Questo perché la normativa europea imponeva di rinnovare la patente nello stato di residenza. Con la Brexit, questo è cambiato, e dunque è ora possibile rinnovare la patente al Consolato di Londra, ma solo se è in scadenza entro 4 mesi o è scaduta da meno di 3 anni.

Servirà sottoporsi ad una visita medica presso dottori accreditati (trovate una lista sulla pagina del Consolato), e poi inviare il certificato medico, la vecchia patente, una fotocopia di un documento di identità, fototessere, una busta preaffrancata e un postal order.

Per avviare la procedura di rinnovo della patente al Consolato di Londra, cliccate qui.

Ovviamente, è anche possibile fare il rinnovo in Italia presso una qualsiasi autoscuola o agenzia abilitata.

Convertire una patente italiana in una britannica

Viste le complicazioni relative al rinnovo, e un possibile impatto dell’avere una patente estera sul costo dell’assicurazione, sempre più italiani scelgono di convertire la propria patente. Farlo è semplicissimo! Occorre, però, che la vostra patente europea (ad esempio quella italiana) sia in corso di validità o scaduta da meno di tre anni.

Dovete andare in un qualsiasi ufficio postale oppure sul sito del governo e ordinare un D1 form (vi arriverà a casa per posta). Dal 1 Luglio 2021 DVLA allega al modulo D1 anche una pagina a parte per inserire il vostro share code.

Dovrete pagare £43 (ad oggi) tramite un postal order e inviare il postal order, il modulo, la vecchia patente in originale, due fototessere, e la vostra carta di identità o passaporto a DVLA, Swansea, SA991BT. Quest’ultimo documento vi verrà restituito tramite posta ordinaria o, se includete insieme al modulo una busta preaffrancata pagata da voi e indirizzata a voi, tramite posta prioritaria tracciata.

Se avete il pre-settled o il settled status, anziché spedire il vostro documento di identità insieme alla busta preaffrancata potete stampare la pagina del vostro status (ottenibile qui) assieme alla vostra data di nascita e ad uno share code che avrete generato. In questo modo, DVLA potrà verificare la vostra identità senza aver bisogno di vedere il vostro documento di identità originale. Al momento la stragrande maggioranza dei moduli non è ancora aggiornata al riguardo, ma svariati utenti (tra cui me!) hanno convertito la propria patente con successo inviando lo share code anziché il documento di identità.

Poi… attendete! Ci vogliono circa tre settimane. Nel frattempo, se soddisfate tutti i requisiti indicati qui, potete guidare anche senza patente. Qualche settimana dopo aver ricevuto la vostra patente inglese, tornerà separatamente anche il documento che avevate usato (carta d’identità o passaporto).

Preciso che, al contrario di quanto afferma il Consolato, in generale non serve alcuna “Letter of Entitlement” o documento rilasciato da un ufficio della Motorizzazione in Italia. Questi ultimi vengono, infatti, richiesti da DVLA solo in casi specifici e particolari, e non sono di norma necessari.

Guidare con la patente britannica in Italia

Sebbene una circolare del Ministero dell’Interno abbia affermato che dal 1 Gennaio 2021 le patenti inglesi debbano considerarsi extracomunitarie, Regno Unito e Italia aderiscono entrambe alla Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale (1968), e ciò rimane valido anche dopo la Brexit. Secondo questa convenzione, tutti i Paesi aderenti riconoscono la validità delle patenti altrui, e dunque non è necessario il permesso di guida internazionale (IDP) per guidare in Italia o Europa se si rimane nel paese per una durata massima di 1 anno. In questi primi mesi post Brexit c’è parecchia disinformazione sul tema: non fidatevi di me, ma delle fonti! Ecco dunque la Circolare n. 300/A/9855/20/111/84 del 21.12.2020 in originale che afferma quanto ho spiegato sopra.

Se, invece, si tornasse stabilmente in Italia il discorso cambierebbe: dopo un anno sarebbe infatti obbligatorio convertire la patente. Ciò è possibile solo per i paesi extracomunitari con un accordo bilaterale con l’Italia, ma per ora questo accordo non è stato sottoscritto (sembra sia in fase di definizione). Al momento, dunque, non è possibile convertire una patente del Regno Unito in una italiana… con un’eccezione: se la patente da convertire era stata ottenuta, a sua volta, convertendo una patente europea, allora è ammessa la riconversione. Qui trovate la Circolare protocollo 504 del 08/01/2021 del MIT, e la Circolare 0022558 del 01.02.2021, fonti normative di quanto ho affermato

Mi conviene convertire la patente?

Come abbiamo visto la patente italiana è perfettamente valida per guidare in UK, senza limiti di tempo. Tuttavia, è molto più difficile e costosa da rinnovare! A mio avviso, non appena scade la patente italiana è assolutamente conveniente convertirla in una britannica. Infatti:

  • Costa di meno, ed è più facile da rinnovare rispetto alla patente italiana (niente visita medica!).
  • Potete guidare in Italia (e Europa) senza problemi da turisti, e fino a 1 anno se tornate a viverci stabilmente.
  • Viene riconosciuta da tutti gli enti, governativi e non, qui in UK.
  • Abbassa (di poco) i costi dell’assicurazione.

Fonti:
Guida alle sanzioni
Penalty points (Gov.uk)

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