Visitare il Regno Unito dopo la Brexit

Nulla in questa pagina costituisce legal advice: l’obiettivo è unicamente fornire una guida sintetica e generica al nuovo sistema di immigrazione, e informare al riguardo. Per questioni relative alla propria situazione personale in tema di leggi sull’immigrazione consigliamo caldamente di rivolgersi ad avvocati competenti nel tema: un possibile punto di inizio è il forum UKCEN, dove avvocati rispondono ai quesiti degli utenti pro bono (gratis).

Dopo quasi cinque anni, la Brexit è diventata realtà. Il Regno Unito è uscito dall’Unione Europea, ed è ora un paese terzo a tutti gli effetti. Chi si era già trasferito ha potuto usufruire dell’EU Settlement Scheme, un programma speciale che però, salvo particolari circostanze, non viene esteso a chi intende trasferirsi dopo il 1 Gennaio 2021. E allora, cosa bisogna fare per visitare il Regno Unito? Altrove trattiamo invece l’argomento del trasferimento in UK, cioè per vivere e lavorare.

Le informazioni trattate in questo articolo potrebbero variare spesso. Consultate sempre altre fonti ufficiali prima di procedere. Al momento è aggiornato a Settembre 2022.

In breve:

  • Dal 1 Ottobre 2021 si può usare solo il passaporto per entrare in UK (e non la carta di identità), a meno di avere Pre-Settled o Settled status legati alla carta di identità.
  • Non c’è un limite formale sulla scadenza, ma il passaporto “deve rimanere valido per tutta la durata del soggiorno nel Regno Unito”.
  • Se cercate le regole relative al Covid-19 per i viaggi, le trovate qui.
  • Ai cittadini europei è consentito venire in UK senza visto come visitor e rimanere fino a un massimo di sei mesi per visita.
  • Non c’è un limite annuale di visite, ma è improbabile riuscire a ottenere l’ingresso varie volte consecutivamente.
  • Non è consentito lavorare o studiare, al di fuori delle (poche) eccezioni esplicitamente permesse.
  • È teoricamente consentito entrare nel paese per fare colloqui di lavoro, ma è possibile venire respinti alla frontiera se si dichiara tale intento e in mancanza di prove convincenti riguardo la vostra intenzione di lasciare il Regno Unito al termine della vostra visita.
  • L’accesso alle cure mediche NHS necessarie ma non programmate è consentito tramite la tessera sanitaria italiana (EHIC).
  • Nel bagaglio si può portare ciò che si vuole, se per uso personale.

https://www.gov.uk/check-uk-visa

Il punto di partenza per tutti è il questionario del governo che indica se vi serve un visto oppure no, e vi indirizza alla tipologia di visto giusta per le vostre necessità.
Devo fare tamponi/quarantene?

Questo è l’articolo sbagliato per rispondere a questa domanda! Le regole sui viaggi si trovano qui.

I cittadini dell’UE devono richiedere un visto da turista prima di recarsi nel Regno Unito?

No. Un cittadino dell’Unione Europea che ha intenzione di recarsi nel Regno Unito in qualità di turista o più in generale visitor non ha bisogno di chiedere alcun visto se la sua permanenza sarà inferiore a 6 mesi. I visitor dell’UE possono volare verso il Regno Unito e chiedere il permesso di entrare nel paese come visitatori al confine. Questo processo è automatico se si utilizzano gli e-gates. Aggiungiamo, però, che entro la fine del 2023 è prevista l’attivazione di un sistema di Electronic Travel Authorization sul modello americano, che tutti i turisti dovranno richiedere (al costo di circa £18) prima di mettersi in viaggio.
Precisiamo che durante questa permanenza non sarà possibile lavorare, né fare ricorso ai fondi pubblici. Sarà invece possibile avvalersi dell’NHS utilizzando la EHIC del proprio paese d’origine, che rimane valida nonostante il Regno Unito sia ormai fuori dall’Unione Europea. Nel caso dell’Italia, la EHIC è il retro della Tessera Sanitaria.

Quanto spesso è possibile venire? E per quanto tempo?

Il limite di durata di una visita è di 6 mesi, cioè di 180 giorni. Tuttavia, in pura teoria (ma non in pratica: leggete tutto l’articolo!) è possibile andarsene il 181esimo giorno, ritornare il 182esimo, e rimanere per altri sei mesi. In altre parole non esiste alcun limite formale di 180 giorni ogni 365. L’esistenza di questo limite è una bufala che si è diffusa facendo confusione con i criteri per la continuous residence riguardo il Settled Status.

Teoricamente, un visitor può cercare di tornare tutte le volte che vuole… purché possa convincere un ufficiale di frontiera che continua a essere un vero visitor e non stia, invece, utilizzando una serie di visite frequenti e successive per fare del Regno Unito la propria casa principale. In altre parole, è estremamente improbabile riuscire ad effettuare visite lunghe e consecutive, perché sarà ritenuto sospetto dalla Border Force ed esistono pochi casi in cui ciò sarebbe legittimamente permesso.
Ma non esistono limiti formali, e dunque bisogna ragionare caso per caso. Se ad esempio un visitor lasciasse il Regno Unito al termine dei sei mesi e volesse poi tornare per una settimana da turista, probabilmente non avrebbe alcun problema a passare la frontiera presentandosi alla Border Force con hotel e volo di ritorno prenotati.

Una nota importante: le regole sull’immigrazione sono estremamente precise. Andare via anche solo un giorno dopo la scadenza dei sei mesi può essere un punto estremamente sfavorevole per la concessione di ulteriori viaggi da visitor o visti in futuro, perché viene vista come una violazione delle norme sull’immigrazione. Ricordate che siamo in pieno hostile environment.

Vengo senza visto. Cosa devo portare alla frontiera?

Anzitutto, il passaporto. Da Ottobre 2021, infatti, le carte di identità EU non sono più valide per passare la frontiera (a meno di avere l’EU Settlement Scheme legato ad esse).

Non c’è un limite formale per un passaporto in scadenza, ma le linee guida indicano che “deve rimanere valido per tutta la durata del soggiorno”. Ovviamente, è consigliabile non viaggiare con un passaporto la cui scadenza è imminente.

Detto ciò, questo è un tema spinoso. Entro la fine del 2023 sarà attivo un sistema ESTA, cioè un’autorizzazione elettronica che tutti dovranno avere, ma fino ad allora sarà unicamente l’ufficiale della Border Force a decidere se ammettervi nel paese oppure no. Ovviamente la decisione non è a simpatia ed è legata a criteri oggettivi, ma la scelta finale spetta comunque al singolo ufficiale. Nei primi sei mesi della Brexit abbiamo documentato svariate storie di cittadini europei bloccati alla frontiera per ore, respinti, addirittura detenuti in attesa del volo di rimpatrio. Alcuni di loro avevano dato le risposte sbagliate all’ufficiale di frontiera (dicendo ad esempio che venivano per lavorare e/o trasferirsi permanentemente in UK), oppure erano semplicemente sprovvisti della documentazione adeguata a dimostrare le loro legittime intenzioni di entrare solo come visitatore e non sono riusciti a convincere l’ufficiale.

E allora, cosa portare per essere ragionevolmente sicuri di passare i controlli? Il governo suggerisce di munirsi di prove per essere in grado di dimostrare che:

  • Stai visitando per turismo.
    Esempi: itinerario turistico, prenotazione di hotel, biglietto del volo di ritorno.
  • Sei in grado di supportare te stesso e i tuoi familiari durante il tuo viaggio (o avere finanziamenti da qualcun altro per supportarti).
    Esempi: estratto conto bancario, lettere dal vostro eventuale sponsor.
  • Hai organizzato un alloggio per il tuo soggiorno.
    Esempi: prenotazione di hotel/AirBnB, lettera da chi vi ospita.
  • Sei in grado di pagare per il tuo viaggio di ritorno o successivo (o avere finanziamenti da qualcun altro)
    Esempi: estratto conto bancario, lettere dal vostro eventuale sponsor.
  • Lascerai il Regno Unito alla fine della tua visita.
    Esempi: biglietto del volo di ritorno, prove della vostra vita stabile all’estero.
  • Se viaggi per studiare per meno di sei mesi: una lettera dall’istituzione presso la quale studierai.

In caso di viaggiatori poco pratici con l’inglese che intendono trattenersi a lungo (ad esempio un parente che viene in visita per qualche mese) è consigliabile scrivere una lettera in cui si specifica il tipo e la durata della visita, e farla portare con se al viaggiatore. Consiglio di includere anche il vostro numero di telefono, così che l’ufficiale di frontiera possa telefonarvi se lo ritiene necessario.

Più la vostra situazione è “non-standard”, più dovrete assicurarvi che le vostre prove siano convincenti. Ad esempio è virtualmente impossibile che una persona che viene per passare una settimana a Londra con hotel e voli prenotati venga respinta. Viceversa, una persona che ha in programma di fermarsi per tre mesi e alloggiare a casa del proprio partner che vive in UK potrebbe essere ritenuta a rischio di trattenersi illegalmente in UK, e verrà esaminata con più attenzione. In questo caso prove della propria vita stabile all’estero (ad esempio iscrizione ad un’università, o prove di avere un lavoro) potrebbero aiutare.

Per ammettervi, l’ufficiale della Border Force deve essere convinto che voi siate un genuino visitor, e che lascerete il Regno Unito alla fine della vostra visita. L’ufficiale valuterà la credibilità e le intenzioni del visitatore in maniera probabilistica. In altre parole, l’ufficiale deve chiedersi: è più probabile che la persona sia un vero visitor, o no? Di nuovo, si tratta di una decisione soggettiva e, sebbene siano disponibili linee guida di 76 pagine, la maggioranza di esse è vaga. In altre parole, in casi limite è possibile che due individui in situazioni identiche ricevano risposte opposte.

Leggendo le linee guida, gli argomenti principali su cui la decisione sarà basata saranno le valutazioni in merito ai seguenti temi:

  • Il motivo principale della visita nel Regno Unito.
  • Storia precedente dell’immigrazione, compresi eventuali visti rifiutati in passato, e durata e frequenza delle precedenti visite nel Regno Unito.
  • Se ci sono visite frequenti e successive, queste sono allo scopo di fare del Regno Unito la propria residenza principale, o luogo di lavoro o di studio?
  • Legami personali ed economici con il paese di residenza. La persona ha un lavoro, una famiglia o una casa in cui tornare?
  • C’è un volo di ritorno prenotato?
  • La persona dispone di fondi sufficienti per coprire i costi della sua visita?
Chi conta come “visitor” e quali sono le restrizioni?

La definizione di base di visitor è:

Una persona che vuole visitare il Regno Unito per un periodo temporaneo (di solito per un massimo di 6 mesi), per scopi come il turismo, visitare amici o familiari, svolgere un’attività commerciale o intraprendere un breve corso di studi.

Norme sull’immigrazione, Appendice V: Visitor
Se vi timbreranno il passaporto, avrete un timbro di questo tipo

Ci sono restrizioni su ciò che una persona può e non può fare come visitor. Le condizioni standard indicate sul timbro d’ingresso di un visitatore sono “leave to enter for six months, employment and recourse to public funds prohibited“. Le stesse condizioni si applicano se un visitatore entra tramite gli eGate elettronici, e dunque senza ricevere un timbro.

Al paragrafo V4.4. dell’Appendice V: Visitor, che fa a sua volta riferimento all’Appendice Visitor: Attività Permesse, troviamo una lista delle attività vietate ai visitor… a meno che non siano espressamente consentite da altre norme (keep reading): è vietato lavorare, studiare (6+ mesi), sposarsi (o formare un’unione civile) e usufruire di cure mediche (se avere una EHIC – il retro della tessera sanitaria italiana – però potete usarla per accedere all’NHS se diventasse necessario durante la vostra permanenza. Ciò che non è permesso è entrare in UK allo scopo di usare l’NHS).

L’intenzione di intraprendere attività vietate è sufficiente per essere respinti alla frontiera. Chiunque avesse intenzione di entrare nel Regno Unito e intraprendere una di queste attività, deve richiedere un visto in anticipo per farlo. Il tipo di visto può essere determinato tramite il questionario del governo: cliccate qui.

Continuando a leggere, però, appare una lista di attività consentite ai visitors, che introducono eccezioni ai limiti di cui sopra. Le attività consentite ai visitor includono:

  • Turismo e tempo libero.
  • Visitare amici e familiari.
  • School exchanges e gite scolastiche.
  • Corsi di studio con durata inferiore a 6 mesi (dettagli).
  • Volontariato per un massimo di 30 giorni con un ente di beneficenza registrato (charity)
  • Partecipazione a riunioni, conferenze, seminari, interviste.
  • Negoziazione e firma di accordi e contratti.
  • Visite in loco e ispezioni.
  • Attività intra-aziendali.
  • L’interpretazione e la traduzione come dipendente di un’impresa d’oltremare.
  • Giornalismo.
  • Ricerca scientifica e attività accademica in generale.
  • Predicazione e lavoro pastorale da parte di operatori religiosi.
  • Colloqui di lavoro (ma occorre specificare l’intenzione di lasciare il paese a prescindere dall’esito, e di attendere di aver ottenuto un visto per tornare e iniziare a lavorare).

Probabilmente la maggior parte dei lettori a questo punto sarà confusa. E c’è motivo di esserlo: le linee guida sono ampie e lasciano moltissime zone grigie nell’interpretazione. Per casi particolari è opportuno affidarsi ad un avvocato esperto in immigrazione: un buon punto di partenza può essere il forum UKCEN, dove avvocati forniscono consigli gratuitamente (pro bono).

Devo fare un’assicurazione sanitaria?

L’accesso all’NHS è consentito tramite la propria EHIC (il retro della tessera sanitaria italiana), esattamente come prima della Brexit. Girano bufale su date di emissione o altro: sono bufale! Qualsiasi EHIC di un paese europeo in corso di validità, se l’intestatario ha effettivamente diritto all’assistenza sanitaria nel paese di rilascio, è utilizzabile a tale scopo.
Ricordate, però che la EHIC copre trattamenti sanitari necessari, anche se dovuti a condizioni pre-esistenti, solo se unplanned – in altre parole, tra gli scopi del viaggio non deve esserci esplicitamente il ricevere cure mediche. Inoltre, la EHIC non copre spese come il rientro in patria tramite un volo attrezzato, o costi sostenuti curandosi in ospedali o strutture private.
Tuttavia, la nozione di “trattamento necessario” è ben più ampia dei soli trattamenti urgenti: se aveste bisogno di un medicinale, di una visita, e così via… potreste usufruirne tramite EHIC. Potete addirittura registrarvi da un GP usandola!
Infatti la EHIC, per trattamenti necessari non programmati, vi permette di accedere al sistema sanitario come potrebbe farlo un residente: in altre parole, potrebbero essere dovute spese che dovrebbe pagare anche un residente, quali ad esempio i costi per l’acquisto di medicinali in farmacia o i costi di un trattamento dentale. Per maggior informazioni sul funzionamento dell’NHS, consultate la nostra guida.

Per maggiori informazioni sul trattamento per visitor in possesso di EHIC, leggete le linee guida dell’NHS e valutate se valga la pena di sottoscrivere un’assicurazione privata in base alle vostre circostanze personali.

È consentito affittare un appartamento o una casa ai visitors?

Sì, ci sono però due fattispecie: se la durata dell’affitto è inferiore a tre mesi, non occorre neppure dimostrare il right to rent (Landlord’s guide to right to rent checks, pag. 21).
Se, invece, l’affitto è per un periodo superiore a tre mesi allora occorre dimostrare il right to rent: per farlo, è sufficiente mostrare il proprio passaporto (o documento con cui si è entrati in UK), e un documento che dimostri la vostra data di ingresso in UK, come il boarding pass dell’aereo o simili. In realtà, la cosa più semplice è farvi timbrare il passaporto alla frontiera e quindi non usare gli e-gates. In questo modo, il passaporto sarà sufficiente a dimostrare sia la vostra cittadinanza EEA, sia la data di ingresso in UK (fonte: Landlord’s guide to right to rent checks, pag. 35).
Raccomandiamo anche di leggere la nostra guida agli affitti, per evitare spiacevoli sorprese.

È consentita la ricerca di un lavoro?

Formalmente la risposta a questa domanda è sì. In teoria, è possibile entrare come visitor, cercare un lavoro e partecipare a colloqui. Una volta trovato lavoro, bisognerebbe lasciare il paese e richiedere il visto per lavoratori che fa al caso della posizione trovata, e una volta ottenuto il visto ritornare in UK e cominciare a lavorare, in regola con gli obblighi sull’immigrazione.
Tuttavia, come abbiamo già visto nella cronaca, questo è in forte conflitto con la decisione che spetta all’ufficiale di frontiera riguardo il rischio che il presunto turista abbia in realtà intenzione di non uscire dal Regno Unito e trasferirvisi stabilmente. In altre parole, è improbabile che un giovane che arriva dall’Europa senza volo di ritorno e con l’intenzione dichiarata di cercare un lavoro poco qualificato senza alcuna prospettiva di sponsorizzazione venga considerato come visitor, ed è dunque probabile che venga rifiutato l’ingresso.

Diverso è il discorso di chi visita il Regno Unito per partecipare a dei colloqui di lavoro già concordati: in tal caso è consigliabile farsi scrivere una lettera da ogni azienda da cui si verrà intervistati, prenotare già il volo di ritorno e presentarsi alla frontiera con relativa tranquillità di non essere respinti. E leggete anche la nostra breve guida ai colloqui!

Cosa posso mettere nel bagaglio?

La risposta breve è… per uso personale, qualsiasi cosa (nei limiti del ragionevole). La situazione è virtualmente identica a prima della Brexit – le cose sono cambiate, e parecchio, riguardo l’import/export dei beni commerciali, ma non per gli oggetti destinati all’uso personale. Per ulteriori dettagli, consultate questa pagina del governo. Riguardo gli animali domestici, consultate la nostra guida sul tema.

Pongo l’accento su una bufala comune riguardo presunti divieti su cibo e piante: per uso personale, potete portare qualsiasi cosa che rispetti le regole dell’Unione Europea: carne, pesce, formaggi, piante.

Fonti

Gov.uk – Visiting the UK
Gov.uk – Visitors
FreeMovement

4 commenti

  1. Salve,
    se ho ben capito posso recarmi come visitatore 1 volta l’anno e stare fino a sei mesi sempre con biglietto di ritorno pronto e poi rimanere tre mesi in Italia e ripartire per l’Inghilterra e stare altri 6 mesi, e’ cosi? Mi spiego meglio: sono italiana e il mio fidanzato e’ inglese. Lo scorso giugno sono partita per Londra e sono rimasta sei mesi, sono rientrata a Dicembre e ora vorrei ripartire. So che devo aspettare almeno tre mesi prima di poterlo fare dopodiche e’ possibile ripartire e rimanere altri sei mesi, giusto? Posso sposarmi nei sei mesi e poi dall’Italia al mio rientro richiedere un visto come sposa? Ultima domanda come mai da Giugno non e’ ancora arrivata risposta per il Presettled Status? So che c’è stato un boom di domande ma sei mesi mi sembrano troppo. Come e’ possibile contrary il proprio status se fosse si oppure no?
    Vi ringrazio

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    • Hai capito bene riguardo cosa è teoricamente possibile, tuttavia la decisione spetta all’ufficiale di frontiera e in casi come il tuo dove è palese la volontà di stabilirsi stabilmente nel paese potrebbero esserci problemi, visto il precedente soggiorno di sei mesi.
      Detto ciò: per il presettled status è decisamente passato troppo tempo, ti suggerisco di controllare se hai lo status provando ad accedere per generare uno share code, e se non risultasse di contattare Home Office. Trovi tutto nell’articolo dedicato all’EU Settlement Scheme. Riguardo i visti non so risponderti, non essendo abilitato a dare consigli al riguardo (sorry!).

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  2. Salve,
    un grazie enorme per avermi risposto! Quindi ho capito bene qualora volessi ripartire rischio di non essere ammessa alla frontiera. Quanto dovrei aspettare prima di ripartire e magari stavolta potrei rimanere meno diciamo tre, quattro mesi?
    Grazie

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    • Purtroppo non ci sono regole precise, la valutazione è lasciata al singolo ufficiale di frontiera che decide caso per caso. So che non è una risposta univoca ma… non ce n’è una, ahimè. Per consigli più precisi e relativi al tuo caso specifico puoi rivolgerti ad un legale esperto in immigrazione.

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