Il voto per gli italiani all’estero

L’Italia garantisce il diritto di voto a tutti i cittadini italiani residenti all’estero, con modalità specifiche. In questo articolo esaminiamo il funzionamento del sistema di voto, per garantire l’esercizio di questo diritto fondamentale alla base della democrazia.

Le regole in sintesi, L. 27 dicembre 2001, n. 459

Elezioni politiche e referendum nazionali

Tutti i cittadini italiani hanno diritto di voto alle elezioni politiche, tramite le quali si eleggono i parlamentari che andranno a comporre la Camera e il Senato, e ai referendum nazionali.

Nel caso delle elezioni politiche, gli italiani che votano dall’estero votano parlamentari in alcune circoscrizioni molto grandi: la circoscrizione Europa, che comprende anche il Regno Unito, elegge 3 deputati e 1 senatore (a partire dalla legislatura eletta nel 2022, numero ridotto in seguito al taglio dei parlamentari).

Il voto degli italiani all’estero avviene per corrispondenza, e viene gestito dal Consolato di riferimento. Ricordiamo che un italiano risulta residente all’estero solamente se iscritto all’AIRE. Tuttavia, esistono delle fattispecie attraverso le quali un italiano può votare in un luogo diverso dalla propria residenza ufficiale: vediamoli caso per caso.

Italiano iscritto all’AIRE che vuole votare all’estero

In questo caso si riceverà automaticamente il plico elettorale per posta, che sarà inviato entro il diciottesimo giorno dalla data delle elezioni in Italia. Se non si riceve il plico entro il quattordicesimo giorno dalla data delle elezioni in Italia, è possibile richiedere un duplicato al Consolato, che invierà un altro plico. In ogni caso, è possibile votare una sola volta.

Il plico contiene un certificato elettorale, con un tagliando ritagliabile, una busta grande preaffrancata, una busta piccola non affrancata, le schede elettorali, le liste dei candidati e le istruzioni per votare. Tali istruzioni possono variare leggermente da elezione a elezione, ma in linea di massima occorre:

  • Votare tracciando un segno sulla lista prescelta e, eventualmente, esprimendo una preferenza scrivendo il nome di uno o più candidati, a seconda dell’elezione.
  • Ripiegare le schede e inserirle nella busta piccola.
  • Ritagliare il tagliando elettorale.
  • Inserire il tagliando e la busta piccola nella busta grande preaffrancata.
  • Sigillare la busta e imbucare in una qualsiasi buca delle lettere.

Un’accortezza: il plico viene inviato dal Consolato all’indirizzo che risulta nell’Anagrafe AIRE. Pertanto, se tale indirizzo non è aggiornato, è bene provvedere tempestivamente a farlo: abbiamo dedicato un articolo alla procedura. Se il plico venisse inviato all’indirizzo errato si rischierebbe, oltre a non poter votare, che finisse nelle mani sbagliate… con tutte le seccature del caso.

Italiano non iscritto all’AIRE che vuole votare all’estero

Chi non è iscritto all’AIRE è, agli occhi dell’Italia, ancora residente in Italia. Tuttavia, la legge ha previsto la fattispecie dell’ “elettore temporaneamente all’estero”: chiunque si trovi all’estero per tre mesi o più e vuole votare per corrispondenza tramite il Consolato deve inviare il modulo “elettori temporaneamente all’estero” al proprio Comune di residenza in Italia entro il ventiquattresimo giorno precedente alla data delle elezioni in Italia.

Ogni Comune prevede modalità differenti e mette a disposizione moduli differenti: non ci è pertanto possibile indicarvi un modello. In linea di massima, però, è possibile inviare il modulo per e-mail insieme alla foto o scansione di un documento di identità che riporti la firma dell’intestatario.

Attenzione però: occorre che la firma sul modulo corrisponda a quella sulla foto del documento: infatti, questo è il criterio utilizzato dal Comune per accettare o meno la richiesta. Pertanto, niente scarabocchi! Stampate il modulo, compilatelo, scansionatelo e inviatelo al Comune per e-mail. Per ottenere scansioni di buona qualità anche senza uno scanner, potete usare app gratuite come Adobe Scan (Android, iOS).

Una volta inviato questo modulo, riceverete il plico elettorale con modalità identiche a quelle descritte qui sopra per gli iscritti all’AIRE. Potrete anche chiedere un duplicato qualora non vi arrivasse entro il quattordicesimo giorno, seguendo le istruzioni del Consolato di riferimento.

Italiano iscritto all’AIRE che vuole votare in Italia

Questo è il caso più sfortunato: l’elettore iscritto all’AIRE che vuole votare in Italia potrà farlo esclusivamente presso il proprio Comune di iscrizione AIRE, ed esclusivamente se ha inviato l’apposito modulo di opzione al Consolato entro il decimo giorno… dalla data di indizione delle elezioni!

Si tratta di una scadenza strettissima: pertanto se pensate di poter rientrare in questa categoria, appena sentite parlare di elezioni imminenti… preparate stampante e penna: dovrete essere velocissimi!

Ogni Consolato mette a disposizione il proprio modulo pochi giorni dopo l’indizione formale delle elezioni, e ha le proprie modalità di invio. Assieme al modulo è necessario inviare la foto o scansione di un documento di identità che riporti la firma dell’intestatario, che sarà confrontata con la firma sul modulo. Pertanto, niente scarabocchi! Stampate il modulo, compilatelo, scansionatelo e inviatelo al Consolato per e-mail. Per ottenere scansioni di buona qualità anche senza uno scanner, potete usare app gratuite come Adobe Scan (Android, iOS).

Una volta inviato questo modulo, sarete inseriti nelle liste elettorali del seggio che corrisponde al vostro indirizzo di ultima residenza in Italia, e potrete quindi recarvi di persona a votare. Ricordate, però, che avrete bisogno della tessera elettorale! Nei giorni delle elezioni e in quelli immediatamente precedenti si formano sempre lunghe file agli uffici che le rilasciano, causate da molte persone che si accorgono tardivamente che la propria è piena, o che l’hanno smarrita. Se possibile, agite per tempo e evitate lunghe ore di fila.

Italiano non iscritto all’AIRE che vuole votare in Italia

Chi non è iscritto all’AIRE e vuole votare in Italia presso il seggio legato al proprio indirizzo di residenza… può semplicemente recarsi al seggio, e votare! Infatti, agli occhi dell’Italia non ha mai spostato la propria residenza, ed è dunque presente nelle liste elettorali.

Ricordate, però, che avrete bisogno della tessera elettorale! Nei giorni delle elezioni e in quelli immediatamente precedenti si formano sempre lunghe file agli uffici che le rilasciano, causate da molte persone che si accorgono tardivamente che la propria è piena, o che l’hanno smarrita. Se possibile, agite per tempo e evitate lunghe ore di fila.

L’aspetto di una tessera elettorale emessa a Roma

Elezioni amministrative

Forse non tutti sanno che… tutti i cittadini italiani, anche quelli iscritti all’AIRE, hanno diritto di voto anche alle elezioni amministrative che riguardano il proprio Comune di ultima residenza in Italia. Possono dunque votare alle elezioni regionali, comunali, e simili.

Tuttavia, a differenza delle consultazioni elettorali nazionali, per questi tipi di elezioni non è previsto il voto per corrispondenza: l’elettore all’estero dovrà dunque recarsi di persona al seggio legato al proprio indirizzo di ultima residenza in Italia, ed esprimere il proprio voto.

Ricordate: avrete bisogno della tessera elettorale! Nei giorni delle elezioni e in quelli immediatamente precedenti si formano sempre lunghe file agli uffici che le rilasciano, causate da molte persone che si accorgono tardivamente che la propria è piena, o che l’hanno smarrita. Se possibile, agite per tempo e evitate lunghe ore di fila.

Ogni elettore iscritto all’AIRE riceverà nei mesi precedenti all’elezione una cartolina elettorale dal proprio Comune di ultima residenza in Italia, che descriverà le modalità per il voto e se ha diritto a rimborsi o indennità. Anche in caso di mancata ricezione della cartolina è possibile recarsi a votare: non è necessario portarla con se.

Purtroppo, infatti, non c’è una disciplina uniforme: ogni Regione, e in alcuni casi ogni Comune, decide in autonomia quali indennità, rimborsi e agevolazioni riservare ai propri cittadini che rientrano sul territorio per votare.

Particolarmente virtuoso è l’esempio della regione Lazio, che eroga un’indennità di mancato guadagno di €103,29 a chi ne fa richiesta, inviando al proprio Comune un modulo, una foto o scansione di un documento, e una fotografia della tessera elettorale che attesti l’avvenuta votazione.
Altro esempio virtuoso: la regione Sardegna rimborsa le spese di viaggio.

In ogni caso, consigliamo sempre di consultare le informazioni sul sito del proprio Comune che, se sono presenti rimborsi, indennità o agevolazioni, descriveranno l’entità degli stessi e le modalità per accedervi.

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